INTER-MILAN 3-2: spostare gli equilibri #hungrierthanever

PAGELLE INTER

 

HANDANOVIC 6.5: Sempre pronto e reattivo, non arriva sul tiro di Suso per un soffio. Nell’azione del secondo gol si accartoccia su sé stesso e la butta dentro da solo, ma era stato già bravo a prendere quel tiro di Bonaventura.

D’AMBROSIO 6.5: Che stasera dovesse buttare bene me lo aveva fatto capire un suo intervento al decimo minuto, quando entra in scivolata sui piedi di Rodriguez con una cazzimma da scippatore di vecchiette di Secondigliano, probabilmente gridando INGULACCHITEMUORT e rubandogli il portafoglio nello stesso tempo. Gioca concentratissimo fino all’ultimo, dialogando bene con Candreva sulla sua fascia. Il fatto che difetti pesantemente quando arrivano cross milanisti sul secondo palo è segno che questo è un suo limite, non un calo di concentrazione o altro. Encomiabile.

SKRINIAR 7: Amministra il reparto difensivo senza affanni, mettendo una pezza quando serve e non facendosi praticamente mai saltare.

MIRANDA 5.5: Inizia la partita nel modo più stupido: con un fallo inutile a centrocampo che gli costa l’ammonizione. Poi non compie niente di troppo imbarazzante, ma la sua regressione sta diventando un po’ troppo evidente.

NAGATOMO 6: Nel primo tempo, quando l’Inter gira meglio, si comporta bene. Quando poi il Milan tira fuori la testa, però, va in confusione e dalla sua fascia si inizia ad imbarcare acqua.

GAGLIARDINI 5: Impalpabile per gran parte della partita, ne fa una piuttosto grave quando lascia a Suso tempo e spazio per tirare da fuori.

BORJA VALERO 6: Ordinaria amministrazione, ma da lui ci si aspetta molto di più.

Dal 34’ st. EDER 6.5: Di incoraggiamento per il modo cazzutissimo con cui entra in campo in un momento complicato.

ICARDI 8.5: Si trasforma in un razzomissile.

Raggi laser che sembran fulmini, è protetto da scudi termici.

VECINO 6: Galleggia a centrocampo inserendosi spesso molto bene nelle manovre offensive. A un certo punto gli capita un pallone invitantissimo praticamente a porta spalancata, e lui risponde con una inguardabile ciabattata che manco Walter Gargano dei tempi d’oro.

CANDREVA 6.5: Appena comincia il match lui prende palla, vede spazio davanti a sé, inizia a correre e va a sbattere contro il primo avversario che capitava da quelle parti. Sembrava una delle sue solite partite e invece gioca col coltello tra i denti, puntando sempre l’uomo (che poi lo riesca a superare o meno è secondario) e creando spesso scompiglio col suo dialogare con D’Ambrosio. Molto bello il cross per il primo gol di Icardi.

Dal 28’ st. CANCELO sv.

PERISIC 6: In attacco è praticamente nullo a parte l’azione che porta al secondo gol. In difesa però si sbatte sempre come un matto, facendo un lavoro sporco che giocatori come lui di solito non si abbassano a fare. Pasticcia con Gagliardini nell’azione del primo pareggio milanista, lasciando libero Suso.

Dal 46’ st. SANTON sv.

SPALLETTI 6: Non c’è da fomentarsi troppo, perché il Milan sembra la squadra dell’oratorio in cui i giocatori non si conoscevano fino a 5 minuti prima e si sono incontrati grazie al gruppo Whatsapp gestito dal prete. Hanno anche una difesa imbarazzante con un tipo che somiglia a Bonucci che gironzola corrucciato sbraitando qua e là contro compagni di reparto che peraltro giocano meglio di lui. Basta alzare un po’ il pressing per metterli in difficoltà, perché evidentemente hanno rigide disposizioni di giocare sempre la palla per terra a cominciare dal portiere, ma nella prima metà del secondo tempo l’Inter riesce comunque a farsi schiacciare nella propria area da questa smandruppatissima Armata Brancaleone dei Salesiani. Però un derby va vinto con ogni mezzo, quindi per stavolta facciamo finta di niente e giubiliamo come se avessimo dominato dall’inizio alla fine.