BENEVENTO-INTER 1-2: le forche caudine della sfiga

PAGELLE INTER

 

Handanovic 6: Non compie niente di particolarmente scellerato, anzi dà una sensazione di sicurezza quando Miranda pensa di stare sorseggiando margaritas sulla spiaggia di Copacabana. I legni fanno il resto.

D’Ambrosio 5.5: Tra gli interisti c’è gente che da lui pretende prestazioni a metà tra Maicon, Beppe Bergomi e Gundam, ma lui è Danilo D’Ambrosio e questo può fare. Oggi non particolarmente ispirato, ma tutto considerato riesce a tenere la posizione fino alla fine.

Skriniar 7.5: Venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà.

Miranda 5: Il fatto che un ragazzino slovacco sia diventato il leader difensivo a scapito di un giocatore di grandissima esperienza e riconosciuto talento, e che più volte ha vestito la fascia di capitano del Brasile, la dice lunghissima. Non so cosa gli stia succedendo, ma sarebbe meglio si riprendesse prima di subito.

Nagatomo 5.5: Stesso discorso fatto per D’Ambrosio, solo con l’asticella un po’ più in basso. Il bello è che il mangiatore di prugne salate a volte si crede Cristiano Ronaldo e fa i giochetti con la suola, irridendo l’avversario, prima di passarla puntualmente all’indietro. La dirigenza interista si ricordi sempre che un bel gioco dura poco.

(40’ st. Dalbert sv).

Vecino 5.5: Gironzola per il centrocampo con poca convinzione. Insieme a Borja Valero oggi è stato il ventre molle dei nerazzurri.

Borja Valero 6: Molti errori, ma in generale dà più un’impressione di solidità rispetto a Vecino. Io comunque sconsiglierei ai centrocampisti dell’Inter di fumare bong prima della partita.

(38’ st Gagliardini sv: secondo il mio modesto parere non è un giocatore che riesce a fare benissimo entrando a partita in corso, a prescindere dallo scarso minutaggio di oggi)

Brozovic 7.5: Queste prestazioni mi fanno incazzare perché ora gli verranno date nuovamente molteplici occasioni che il galattico #EPICBROZO fallirà puntualmente e miseramente. Poi, fra una decina di giornate, ritornerà in auge con qualche gollazzo da fuori dei suoi, e quindi titoloni dei giornali, fantomatiche offerte da mille miliardi da qualche squadra inglese e così via, in un eterno ritorno che farà come sempre tanto bene al nostro fegato.

Candreva 6: La buona prestazione contro l’entità sionista sembra averlo galvanizzato, tanto che ben un mese dopo riesce a fare ciò per cui è pagato: un assist vincente. Folla in visibilio, urla di giubilo, gente che si rotola nel fango, reggiseni che volano. Il macho della fascia destra avrà ora due settimane per pensare che questa cosa gli è riuscita l’unica volta che ha crossato di prima, senza troppo pensarci e soprattutto senza intrattenersi in 474672895 finte prima di centrare invariabilmente la faccia dell’avversario. Non che il problema sia magicamente risolto: il bell’Antonio si ritrova un ottimo pallone vagante in area con porta sguarnita e – indovinate? – centra in pieno un beneventano a caso. Ad ogni modo, è il giocatore che attualmente rappresenta l’essere interisti più di chiunque altro.

(7’ st Joao Mario 6.5: Entra bene in partita, pur messo sulla destra in un ruolo evidentemente non suo. Si conferma giocatore molto intelligente.)

Perisic 6: Le varie testate sportive oggi ne stanno parlando malissimo, ma, se uno dei tanti cross o tiri in porta avesse avuto miglior fortuna, ora condividerebbe i titoli con il formidabile Brozovic. Quando prende palla scatena sempre il panico, e non è poco.

Icardi 6.5: La trappola del fuorigioco sannita funziona alla perfezione e inumidisce le polveri dell’attaccante rosarino. Il quale però, va riconosciuto, si sbatte sempre più di ogni altro, prendendo botte e aprendo spazi vitali per l’inserimento dei centrocampisti.

All. Spalletti 6.5: Le sue trame tattiche stanno iniziando a funzionare, nonostante l’indolenza e lo spaesamento di alcuni giocatori nerazzurri (e la CIUCCIAGGINE di altri). Fa fare ad Icardi alcuni movimenti da falso nueve che spesso spiazzano la difesa avversaria. Io questa specie di corsa a tre la vedo come una gara automobilistica: la Juventus è il vecchio campione della Formula1, paludato e meccanico, che sa di essere più forte degli altri e guida con sufficienza, pensando a finire la gara il prima possibile per partecipare all’apericena fashion con Chiara Ferragni e Briatore; sta sul cazzo a tutti ma lui se ne frega, perché quando smetterà di guidare si potrà ritirare su una supervilla in cima ad una montagna e fare il bunga bunga con qualche sciacquetta della televisione. Il Napoli è il giovane pilota affamato, tecnicamente dotatissimo ed elegantissimo, con una macchina ibrida di nuova generazione che va più veloce sui rettilinei rispetto a quella della Juve ma che ogni tanto fa delle cappellate giustificate dalla giovane età. L’Inter è uno psicopatico ritardato di 5 anni alla guida di Optimus Prime, che affronta le curve andando dritto e prendendo in pieno paletti, arbusti e passanti occasionali. Gli altri due piloti ne hanno paura non perché lo ritengano più forte, ma perché temono di essere centrati da un missile lanciato involontariamente da quello che pensava di mettere la freccia a destra. Ovviamente specifico che lo psicopatico in questione non è Spalletti, anzi, lui del binomio rappresenta probabilmente l’Optimus Prime della faccenda.