Fiorentina – Inter 5-4: perché noi non ci si annoia mai

PAGELLE INTER

Handanovic 6: Sembra sempre molto reattivo, ma poteva fare di meglio almeno su due dei cinque gol. Il rigore parato è più che altro colpa di Bernardeschi.

D’Ambrosio 5.5: Autore di un buonissimo primo tempo, in cui come al solito su quella fascia fa meglio di Candreva. A un certo punto si lancia in una serpentina ai limiti dell’area avversaria con tanto di due tunnel uno dopo l’altro, azione che gli è valsa il nuovo nomignolo di SFIGO. Il giochino si rompe quando viene messo, di nuovo, al centro della difesa, ruolo che non riesce a interpretare decentemente. Il rigore che gli viene fischiato contro non c’era (a meno che un cecchino non abbia impallinato Blablacar proprio in quel momento, cosa di cui i replay di Sky non mi hanno dato contezza); ci sarebbe, invece, il rigore per il fallo di mano con cui Sanchez gli toglie un possibile tiro a botta sicura.

Medel 4.5: Nel secondo tempo i viola arrivano da ogni direzione, e lui è costretto più di una volta ad alzare bandiera bianca. Però nel quinto gol subito non è affatto in ritardo come potrebbe sembrare: Blablacar è in fuorigioco, ed è solo a causa dell’errore del guardalinee che il pitbull non riesce a recuperare in tempo.

Miranda 4.5: Stesso discorso di Medel.

Nagatomo 5.5: Diligente nel primo tempo, nel secondo crolla. Ma credo sia sinceramente inguisto chiedere a Yuto Nagatomo di essere l’unico a salvarsi in un periodo nerissimo.

29’ st Eder sv

Gagliardini 4.5: La giovane età e l’inesperienza sono due scusanti che è impossibile non tenere in considerazione.

Kondogbia 5: Gioca il miglior primo tempo da quando veste la maglia nerazzurra. Nel secondo diventa ingiudicabile.

31’ st: Brozovic sv

Perisic 6: Nella prima frazione di gioco va a sprazzi, lasciando intravedere la strapotenza fisica e atletica con cui aveva fatto innamorare i tifosi. Poi sparisce letteralmente, e ciò che più mi allarma è la totale mancanza di entusiasmo con cui interpreta la partita da qualche tempo a questa parte. Subisce un nettissimo fallo all’interno dell’area, ma l’arbitro oggi avrà fumato dallo stesso bong di Candreva.

Candreva 5: A parte l’azione del gol di Perisic, in cui ritorna il vecchio Candreva che conoscevamo fino a una manciata di partite fa, si aggira per il campo spaurito e confuso, come se si fosse appena fumato un bong e non sapesse esattamente dove sia e cosa ci si aspetta che faccia.

Joao Mario 6: Buonissimo primo tempo, nel secondo scompare a tratti ma rimane uno dei pochi a portare avanti la palla a testa alta.

Icardi 7.5: Tre gol che, con un paio di errori arbitrali in meno e un po’ di fortuna in più, avrebbero potuto risollevare l’Inter. Raramente ho visto un giocatore così letale e fulmineo in area di rigore. Il suo ruolo lo esonera da compiti di costruzione del gioco, e non ha quindi alcuna colpa nella debacle dell’Inter.

Pioli 5: Quando si perde a Crotone è grottesco attaccarsi agli errori arbitrali; quando si perde per 5-4 a Firenze, in una partita bruttissima risolta dagli episodi, lo sarebbe molto di meno. Lui, comunque, parla sempre e solo della propria squadra, e questo è un suo grande merito. L’Inter soffre di blackout improvvisi e totali che annullano quanto di buono fatto nei momenti positivi; la colpa di Stefano Pioli è forse quella di insistere sempre sulla stessa formazione (e sul passare alla difesa a 3 a partita in corso, esperimento che mi pare fallisca miseramente ogni volta), ma certi mali oscuri, e per l’Inter storicamente ricorrenti, hanno probabilmente una radice molto più profonda.