Inter-Milan 2-2: De Sciglio, tu sei già morto

PAGELLE INTER

Handanovic 6.5: Per 96 minuti è il migliore in campo dei nerazzurri; poi, sarà la notte magica o forse l’emozione, al madonnesimo minuto di recupero vola a farfalle sul calcio d’angolo che costerà il pareggio. Secondo me il suo grave sbaglio è stato togliersi il cappellino.

D’Ambrosio 6: Double D merita il 6 politico perché contro Deulofeu ce la mette tutta come al solito. Qualche volta se lo fa sfuggire, ma è difficile chiedere di più di quanto non faccia.

Medel 6.5: A volte la velocità delle punte milaniste lo mette in seria difficoltà, ma di riffa o di raffa riesce sempre a metterci una pezza. Nei momenti più caotici fa valere il suo strapotere fisico, il che è sempre ammirevole dato che si parla di un tizio alto un metro e una banana.

Miranda 5.5: Si comporta tendenzialmente bene e presidia la propria area con la solita padronanza, ma il modo in cui si fa anticipare da Romagnoli sull’1-0 è davvero imbarazzante.

Nagatomo 6: Attenzione: non gioca male, riesce a non sfigurare sulla linea difensiva e soprattutto a limitare il temutissimo (…) Suso. Ci sono comunque due teorie sul ritorno in campo da titolare del samurai (uccidetemi) dopo eoni di panchina: o si voleva utilizzarne la velocità e la maggiore propensione difensiva rispetto ad Ansaldi; oppure è stata una specie di captatio benevolentiae nei confronti dei cinesi, che per Pioli sono tutti uguali, anche quando sono giapponesi.

Gagliardini 5: Una partita così pessima non può che pesare sul giudizio del metronomo nerazzurro, che peraltro è molto più confusionario del solito. Regala a Candreva l’assist del vantaggio.

Candreva 6: Il gol è un mezzo regalo dell’imbarazzante De Sciglio, talento con un grande futuro dietro alle spalle. Il sex symbol di Spinaceto comunque si esalta talmente tanto da togliersi immediatamente la maglietta, mostrando sulla schiena le inequivocabili cicatrici lasciategli da Shin, l’aquila solitaria di Nanto. Da qui possiamo ipotizzare che tutte le volte che ha crossato sul corpo degli avversari stava semplicemente allenandosi a colpire i segreti punti di pressione insegnatigli dalla sacra scuola di Hokuto.

Candreva con le sette stelle di Hokuto.

45’ st Biabiany sv: Non riesco a non interpretare la cosa se non come l’ennesimo esplicito sputo in faccia a Gabigol.

Kondogbia 5: Gli si chiede di fare filtro a centrocampo, ma battezza la partita perdendo una palla che mi ha fatto perdere un paio di mesi di vita. A un certo punto cade per terra e ci mette un quarto d’ora per rialzarsi, con la stessa grazia e leggiadria di uno zombi senza gambe; e uno zombi romeriano, non uno di quelli che corrono.

Joao Mario 6.5: Gioca bene, non bene come quando Banega gioca bene ma sicuramente molto meglio di quando Banega gioca male. È sempre nel vivo del gioco, magari si perde un po’ alla distanza, ma in una partitaccia del genere è quello che fa la miglior figura.

36’ st Murillo sv

Perisic 6.5: Confeziona un assist al bacio per Icardi e brucia almeno un’occasione da gol nitida. Per il resto corre molto e si sacrifica in fase difensiva, dando una mano al piccolo Nagatomo nella sua titanica lotta contro il temibile (…) Suso, una roba tipo Godzilla contro Mothra girata da una troupe dell’Anffas.

23′ st Eder 5.5: Per una volta non riesce a incidere, ma immagino che vedersi sempre autisticamente preferiti Candreva e Perisic anche a mezzo servizio non sia un grande stimolo motivazionale.

Icardi 6.5: Solita partita di corsa, sponde e mazzate tra capo e collo. Segna il primo gol nel derby con la maglia nerazzurra e dimostra che, per lui, la differenza tra una buona e cattiva prestazione sta nella quantità di palloni giocabili che gli arrivano.

Pioli 5: La scelta di passare alla difesa a tre sul doppio vantaggio si rivela fatale. Sembra che il giocattolino gli stia sfuggendo di mano.