Juve dominatrice, Lazio scolorita

PAGELLE JUVE

Neto 7 Mantiene la porta della Juve inviolata respingendo egregiamente una velenosa saetta di Felipe Anderson. Non contento, replica su una rocambolesca inzuccata di Immobile.

Barzagli 8 Quando è in serata – e te lo ritrovi di fronte – non puoi fare altro che esclamare: “Ok, mi arrendo e vaffanculo alla vita”. Imperioso.

Bonucci 8 In avvio si fa bruciare da Keita, poi sigla il 2-0 e detta legge.

Chiellini 8 Un mostro (in tutti i sensi).

Alex Sandro 7 Fa avanti e indietro senza soluzione di continuità. Suo l’assurdo campanile che consente a Dani Alves di uccellare Strakosha. Instancabile.

Rincon 6 Io mi domando: a prescindere dai fondamentali, non è più affidabile (con i piedi) il generosissimo Sturaro rispetto a questa fregatura venezuelana!?

Marchisio 6,5 Scandisce i ritmi senza eccedere.

Dani Alves 8,5 Porta in vantaggio la Juve con un efficacissimo piattone al volo (bruttissimo da vedere). L’ex Barcellona è una trottola impazzita: galoppa, ridicolizza con i tunnel quel disgraziato di Lulić e poi non so cos’altro aggiungere. ‘Sto brasiliano è proprio matto da legare. Inimitabile.

Tutti nascono unici, solo alcuni continuano ad esserlo (Bob Marley).

Dybala 7,5 Le sue incursioni per vie centrali sono elettrizzanti. Idem per quanto concerne le capacità che estrinseca nello schivare i rivali. Conosciamo alla perfezione la maniera in cui la Joya riesce a spaccare le partite. Mandarlo sotto la doccia l’ho trovato inconcepibile, ma presumo si sia trattato di un atto a scopo precauzionale (non stava bene).

34′ st. Lemina s.v.

Mandzukic 7 Si spappola l’arcata sopraccigliare a seguito di una testata con Bastos, sanguina copiosamente, ma da incerottato rende ancora di più. Belva sadica.

Higuain 5,5 Al 7′ impegna Strakosha con un siluro, ma poco dopo si divora il 2-0 come un vile morto di fame (!? … ahahah). Sbaglia altri gol e litiga persino con l’aria. Ma mettiti a dieta, porcello.

All. Allegri 8 Clamoroso all’Olpimpico: la Juve “ammirata” domenica scorsa contro la Roma, rispetto a quella di questo mercoledì sera, è solo uno sbiadito ricordo. La timidezza bianconera si palesa per una dozzina di minuti, ma poi la superiorità degli uomini di Allegri prende il sopravvento. Il secondo tempo è intriso di (eccessivo?) contenimento nonché da una saggia gestione del doppio vantaggio. Una manciata di rischi erano da mettere in conto. Ha prevalso la volontà di non concedere alcun tipo di verticalizzazione alle Aquile. La Vecchia Signora conquista la 3ª Coppa Italia di fila (record) in attesa dell’appuntamento casalingo di domenica 21 maggio in cui i piemontesi, se dovessero battere il Crotone, potrebbero mettere le mani sul 6° scudetto consecutivo. Acciuga scaltra.

 

PAGELLE LAZIO

Strakosha 7,5 L’albanese è immacolato sull’1-0, evita miracolosamente il 2-0 (stoppando quel grassone di Higuain) e rende il passivo meno amaro in ulteriori circostanze che non sto qui ad elencare.

Bastos 5,5 L’angolano annaspa per colpa dell’opprimente fisicità di Mandzukic.

8′ st. Felipe Anderson 6,5 Sporca immediatamente i guantoni di Neto con un diagonale insidioso. Nel prosieguo è l’uomo più intraprendente, ma non viene supportato adeguatamente dai colleghi. È semplice parlare col senno di poi, ma forse sarebbe stato più saggio impiegarlo sin dall’inizio.

De Vrij 6 Higuain è incredibilmente sterile e questa faccenda gli rende la vita meno ardua. Va fuori per un acciacco.

24′ st. Luis Alberto 6 Si fa trovare pronto e dà il suo discreto contributo.

Wallace 4,5 Un cretino allo sbaraglio. Io non scordo la sua vaccata in Campionato, nell’andata del derby capitolino. D’altronde presumo non l’abbiano dimenticata neppure i suoi tifosi. Lumacone.

Basta 5,5 Credevo stramazzasse al suolo da un momento all’altro. Ho sperato che qualche anima pia entrasse sul manto erboso per soccorrerlo con una bombola d’ossigeno.

Immobile 5,5 Doveva e poteva essere la sua gara: l’ex attaccante del Toro offre qualche accelerazione, un paio di conclusioni, un gol sfiorato e considerevoli dosi di inutile impulsività.

L’impulsivo è come chi mette in moto la propria auto prima di salirvi (Roberto Gervaso).

Parolo s.v. È costretto ad abbandonare la scena per il riacutizzarsi di un fastidio.

21′ pt. Radu 5,5 Voglia? Smisurata. Utilità? Insufficiente.

Biglia 5,5 Il metronomo argentino è il principale fulcro delle azioni biancocelesti, ma stenta parecchio nel trovare gli spazi.

Milinković-Savić 6 Il serbo non fa miracoli degni di nota, ma un elemento simile farebbe gola a qualunque squadra.

Lulić 4,5 Il bosniaco canna squallidamente la diagonale su Alves, con quest’ultimo che suggella indisturbato l’1-0. Tale macchia lo condizionerà per tutto il resto del match. Deconcentrato.

Keita 6 Il senegalese è decisamente più veloce di Bonucci e l’ha dimostrato al 6’cogliendo un palo esterno. Comincia con autorevolezza, ma con l’avanzare del minutaggio delude le aspettative.

All. S. Inzaghi 5,5 La Lazio, nei primi 25′, è disastrosa nelle coperture preventive ed è succube delle micidiali ripartenze antagoniste. L’allenatore piacentino ha ignorato l’opzione Felipe Anderson, ma la verità è che il suo modus operandi gli ha spesso e volentieri dato ragione durante l’intero corso della stagione. La cocente sconfitta è maturata nella prima frazione e i suoi uomini, come se non bastasse, si sono rivelati alquanto imprecisi dalle parti di Neto. Rammarico.

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«Non capisco come una mano pura possa toccare un giornale senza una convulsione di disgusto.» (Charles Baudelaire)