Metempsicosi: storia di un calciatore ideale

“Wa ma a me mi ha fregato la sfortuna… altrimenti chi sa mo dove stavo?” Quante volte avete sentito sta frase da un compagno di scuola o da un collega di lavoro un po’ coglione? Se non l’avete mai sentita, i casi sono tre: 1) non siete mai andati a scuola – bravi! 2) non lavorate – Complimenti! oppure 3) quel po’ coglione siete voi. In ognuno di questi tre casi avevate sul serio buone possibilità di diventare dei veri calciatori. Peccato.

Vabbè certamente la fortuna non basta per diventare calciatore, così come non basta il talento. Certo, se sei talento puro, sei Maradona e vinci da solo i mondiali, sei hai tanto, ma tanto di quel culo sei Tramezzani e puoi arrivare lo stesso in serie A. Questi due estremi racchiudono una serie infinita di possibilità. Perché il Calcio si offre a tutti. Ma calciatore si nasce o si diventa? Fior di luminari subito dopo aver congetturato su uova e galline si sono persi di fronte a questo nuovo quesito. Io credo un po’ e un po’. Il calciatore è un’entità complessa fatta di pregi e difetti. Congeniti ed acquisiti. Ci vuole coraggio, talento, auto-disciplina, faccia di culo, incoscienza, bipolarismo con tendenza alla schizofrenia, disponibilità a viaggiare, geografia, religione e molte altre. Poi, ovviamente la fortuna modella il destino di chiunque. Quindi se anche voi volete rinascere calciatori, un po’ di credito con la buona sorte vi conviene guadagnarvelo. Però mettiamoci d’accordo. Almeno sulla sfortuna calcistica. Pare che secondo l’esercito del web, il calciatore più sfortunato di sempre sia Michael Ballack. Solo perché è arrivato secondo, terzo, secondo, terzo, terzo, secondo. Cioè questa è sfortuna? Arrivare secondi è sfortuna? E quelli che non arrivano proprio che ne dicono? Ballack ha giocato e guadagnato, è stato il capitano della sua nazionale ed ora mentre tutti i suoi coetanei pensano a quale fondo pensionistico affidare i propri risparmi, lui gira per il mondo scopazzandosi ancora delle discrete stangone. Sì vabbeh, ma non capisci… poteva vincere un Mondiale, un Europeo, una Scempions. Ok, la Scempions. Una l’ha persa contro il Real Madrid di Zidane. In finale, Zizou ha segnato uno dei goal più belli della storia. Altrimenti avrebbe vinto Ballack. Cioè allora Ballack è sfortunato solo perché non è Zidane? Vabbè jah. La sfortuna è un’altra cosa. Consideriamo una squadra – il Torino – e Sorvoliamo Superga. Che se non la sorvoliamo soccazzi. Giggimeroni. La farfalla granata. Giggimeroni è stato un calciatore sfortunato. Stella del Toro, cuore Toro, stirato per strada dal futuro presidente del Toro. Ancora. Alvise Zago è stato un calciatore sfortunato. Era considerato il futuro trequartista della Nazionale. Alla sua presenza in A numero 17 e sottolineo 17 – poi dici la scaramanzia participio aoristo del verbo scaramantano – cade sotto Victor Munoz della Samp in un contrasto volante. Munoz batte la testa, Zago invece cade in piedi, ma il ginocchio gli si piega completamente in antero-flessione frantumandosi in mille pezzi neanche fosse Elijah Price. Alla sera, durante la Domenica Sportiva, il telecronista fa gli auguri a Victor Munoz  – speriamo che si riprenda – incrociamo le dita – forza campione – . Per Alvise, che aveva chiuso a venti anni una promettente carriera neanche un Vaffanculo di pronta guarigione. Ora che abbiamo capito che se proprio vogliamo rinascere calciatori, non dobbiamo nascere calciatori del Torino, buttiamo anche un occhio alla sfiga internazionale. Jonathan Richter è stato un calciatore sfortunato. Durante la partita contro l’ Hvidovre, il giocatore del Nordsjaelland (che, come sanno tutti, significa jella del Nord) è stato colpito da un fulmine, che lo ha visto, lo ha scelto tra tanti e lo ha folgorato. Il suo cuore si è fermato. Allora i medici danesi hanno tentato una procedura di emergenza e, per salvarlo, ne hanno congelato il corpo secondo il protocollo Findus. Richter è sopravvissuto, ma si sa, congela & scongela, qualcosa va sempre a male. Sono stati costretti ad amputargli una gamba. Quella sinistra. Era pure mancino. Costernati i luminari dei Mari del Nord. Alle loro platesse non era mai successo. Questa è sfortuna.

Ritornando alle sfortune presunte. Se hai le ginocchia fragili, non prendertela con la sfiga. Se hai le ginocchia fragili, non lo puoi proprio fare il calciatore. È come se dicessi… sarei stato un grande pugile se solo avessi avuto le mani, sarei stato il nuovo Rocco Siffredi se solo avessi avuto 20 cm in più (seeeeh e la nuova Moana Pozzi se ne avessi avuti 3 in meno). Le ginocchia sono lo strumento del mestiere. Se non ce l’hai, non puoi. Punto.

Il calciatore per dirla col poeta è Mistero senza fine bello. È geniale, stronzo, meschino e assurdo come noi. Ha molta materia grigia in meno e molta materia marrone in più. Fa le nostre stesse puttanate, ma ha la possibilità di farle in grande stile. I calciatori sono lo specchio deformato dove vorremmo riconoscerci ogni mattina. Sono il lapsus freudiano delle nostre esistenze. Mo già lo so. Ora che vi ho dato l’idea tutti volete rinascere calciatori e casomai volete essere umili come Cristiano Ronaldo, alti come Messi o belli e simpatici come Ibrahimovic. Io no. Mi dispiace. Io non mi schiero con la folla. Sono un tipo originale. Se rinasco calciatore voglio essere qualcosa di assurdo, qualcosa di mai visto prima.

Prima di tutto, voglio essere disastrato. Giacchè ci sono abituato. Origini povere, poverissime. Popolari. Partiamo dallo spermatozoo. Cioè che poi ci pensate a sto fatto degli spermatozoi? Cioè lo sapete… noi, tutti noi siamo lo spermatozoo che ha vinto! Marò, figuriamoci gli altri che fine facevano. Vabbuò. Comunque il mio nuovo io spermatozoo vive nello scroto pendulo di un cazzo moscio. Tuttavia, in seguito ad una serie di circostanze fortuite, alla fine incontra ovocita di madre bigotta che non ama nessuno se non l’Altissimo. Il Purissimo. Il Levissimo. Nasce un bambino, né bello, né intelligente, né sano. La sua famiglia è disfunzionale. Il nostro ha problemi con la madre… no, altrimenti mi diventa serial killer. Non riesce a relazionarsi col padre… e no, così finisce scrittore. Non si caga né l’uno né l’altro. Ecco. Fortunatamente, a 13 anni, inizia a scoparsi una zia un po’ zoccola. Il ragazzo ha temperamento godereccio ed autodistruttivo. Talento da Padreterno. Passione per le droghe. Tante. Non riesce a farne a meno. Ruba & Finisce in carcere, perché a lui lo beccano subito. Diventa il bomber della squadra del riformatorio. Tra saponette sotto la doccia e risse nelle ore d’aria si fa un fisico della Madonna che fa pendant col Talento da Padreterno. Quando esce dal carcere, perché in fondo ha rubato un autoradio mica miliardi, c’è una fila di talent scout che vogliono dargli un posto in squadra. Ne sceglie una. Una vicino casa. Suo padre tuttavia gli dice che deve avere un lavoro vero. Asfaltista. Perché i lavori veri sono tutti lavori di merda. Bitumando un tetto cade su un’inferriata che gli sale su per il culo e gli arriva fino in petto sfiorando un polmone. Scende da solo e al medico del pronto soccorso che sta cercando per chissà quale motivo un prete, chiede se sabato può giocare. Certo, ma è il sabato di 15 settimane dopo. È subito capocannoniere, comunque . Ma sapete che c’è? C’è che è quel tipo di persona che è veramente felice soltanto quando è veramente infelice. Ne fa una dietro l’altra. Durante una partita esce dal campo palla al piede, si getta in tribuna, strappa una birra ad un tifoso e inizia a bere. L’arbitro lo raggiunge e lo ammonisce. Non ho ancora finito – risponde. L’arbitro lo espelle. Gli dicono di sposarsi. Questo lo calmerà. Lo fa. Sposa un’immigrata. Perché in fondo è buono. Poi, alla prima occasione, la abbandona, perché gli fanno schifo gli immigrati. In fondo non è così buono. Arriva al semi-professionismo, perché sul campo è il #1. Una volta entra in campo con un quarto d’ora di ritardo. È ubriaco. Gli avversari lo ignorano e lo deridono. All’ultimo minuto gli danno la palla e lui segna il gol decisivo. Si sposa di nuovo con una modella fattona. Il suo matrimonio bis è un florilegio di alcool, droghe e troioni. Gli invitati se ne vanno fottendosi i regali di nozze. Il Talento abbaglia tutti anche chi sa che è solo un figlio di puttana. Ha una nuova squadra in serie C. Roba vera. Segna all’esordio ed è subito l’idolo dei tifosi. Un giorno lo menano, lo lasciano dieci minuti fuori dal campo e gli dicono di uscire. Rientra e segna due goal. Gioca e vive senza parastinchi. Ma è troppo per tutti, anche per se stesso. Segna in rovesciata il gol decisivo per la promozione della sua squadra. L’arbitro gli dice “mai visto un gol così” Risponde “vieni a vedermi più spesso”. Il giorno della promozione per festeggiare bacia sulla bocca un poliziotto a bordo campo. Anche se odia i poliziotti. Più di tutti. Sarà l’unico sbaglio della sua carriera. La squadra è promossa, ma è una provinciale e non ha ambizioni. Finisce in una squadra di città che vuole salire nella massima serie. Non riesce ad ingranare, la vita della metropoli è troppo diversa e lui è un abitudinario. Torna a casa tutte le volte che può, anzi di più e quando non riesce a pagarsi il biglietto, finge di essere il controllore per rimediarne uno valido. Il gioco funziona. Fin quando non lo arrestano. Vuole tornare alla sua vecchia squadra, ma non è possibile. Gioca a cazzo, per farsi cacciare. Non ha voglia. Eppure cede all’istinto e segna una rete strepitosa ad un portiere che ha osato rifiutare di stringergli la mano. Gli fa un gestaccio. Il gestaccio fa il giro del mondo e finisce sulla copertina di un disco in hit parade. Prostituta dopo prostituta, prende qualche virus strano che lo debilita. Diventa un fantasma. Alla prima occasione, trova uno stopperaccio rognoso al quale azzecca un calcio in faccia. L’arbitro lo espelle, entra negli spogliatoi, raggiunge quello del rivale e gli caga nella borsa tutto quello che ha in corpo. Finalmente se lo levano dalle palle e il nostro si ritira. A 25 anni. Ritorna a fare il bitumatore. Qualcuno ogni tanto lo contatta e gli dice che può ancora riprendere in mano la sua carriera, ma lui sente di aver fatto già tutto quello che poteva e doveva. Si sposa di nuovo, ma i vizi non sono scomparsi. E costano. Torna ad usare il trucco del treno. Stavolta si traveste da poliziotto per confiscare droga ed ottenere favori sessuali. Il gioco funziona. Fino a quando non lo arrestano di nuovo. Muore a 38 anni per overdose come una rockstar, ma senza una lira. I vecchi tifosi lo eleggono giocatore del millennio anche se non ha mai vinto un cazzo.

Ecco questa sì è una storia grandiosa. Questa è quello che voglio essere se mi reincarno calciatore. Puro, coraggioso, ottuso e ignorante. E allora dai papà forza, fai il tuo dovere di uomo, ingravida quella vecchia giumenta, orsù… Attenzione mi giunge ora una nota dalla regia… Come dite? Il calciatore dei miei sogni è già esistito? Nella realtà? Come come? Ha fatto tutto quello che…? La zia, il palo nel culo, il controllore, il disco, la cacca nel borsone? Tutto tutto? E chi è sto fenomeno? Robin Friday? Sul serio? Cazzo, Pettirosso Venerdì era anche la mia prima opzione per il nome! Allora ferma tutto, papy. Non spruzzare adesso. Trattieniti. Lascia stare mamy. Se non posso essere lui non voglio essere nessun altro. Tira fuori quel coso barzotto e fa che io rimanga quello di sempre. Fondamentalmente. Poco più di una pippa.