NAPOLI-INTER 0-0: la leggenda dei terzini straordinari

PAGELLE INTER

 

HANDANOVIC 7: Sta raccogliendo voti stellari manco fosse stato Toldo in Italia-Olanda del 2000, ed effettivamente compie alcune parate eccezionali, specie su un tentativo acrobatico di autogol di Miranda. Però ha un brutto vizio: ribatte troppo spesso la palla al centro dell’area. Che poi (almeno stasera) arrivi anche sulla ribattuta è encomiabile, ma ovviamente non potrà andare sempre così bene.

D’AMBROSIO 7: Con Insigne è una sfida all’ultimo scippo. Vince Double D, e senza neanche bisogno di coltellate. Anche quest’oggi si fa sfuggire l’uomo su una diagonale da cross dalla parte opposta, ma fortunatamente il colpo di testa di Insigne finisce in bocca ad Handanovic.

SKRINIAR 7.5: Il Napoli schiaccia l’Inter per la maggior parte del tempo, ma è soprattutto grazie a lui se non riesce quasi mai ad entrare pericolosamente in area palla al piede. Un paio di sbavature sono fisiologiche in una partita del genere, anche per una questione statistica.

MIRANDA 6: Se il muro difensivo interista non mostra quasi nessuna crepa è anche merito suo. Rimedia l’ennesimo inutile cartellino giallo con un fallaccio brutto e scemo intorno al 70’. Deve ringraziare Handanovic se non finisce sul tabellino dei marcatori dalla parte sbagliata.

NAGATOMO 7: Confusionario, impreciso, frenetico, a volte goffo; intanto però Callejon non si è praticamente mai visto, quindi HAIL al nostro piccolo giapponotto della fascia sinistra.

GAGLIARDINI 6.5: Bravo in fase difensiva, impreciso nell’impostazione. È un peccato perché l’unico modo per segnare oggi era lanciare in contropiede una delle due ali, e in questo avrebbe potuto aiutare.

VECINO 7.5: Fa un sacco di legna e riesce sempre a ripartire infilandosi nei corridoi giusti. Sembra che quest’uomo non conosca stanchezza.

BORJA VALERO 5.5: Borja, svegliati è primavera / Borja, sono le 20.45 e tu devi giocare a pallone.

Dal 25’ st. JOAO MARIO 6: Regala qualche fiammata nel finale.

CANDREVA 7: Per la seconda partita di fila sembra l’incontenibile Candreva dei tempi della Lazio. Ogni volta che prende palla punta l’uomo e la difesa napoletana va in ambasce; purtroppo i compagni non possono seguirlo più di tanto perché devono pensare a difendere, ma giocasse sempre così avremmo uno dei tridenti più forti della storia recente del calcio italiano.

Dal 37 st. CANCELO sv.

PERISIC 6: In attacco non si vede mai, ma in fase difensiva si sbatte manco fosse Eto’o nella semifinale contro il Barcellona del 2010. Sembra uno di quegli operai slavi particolarmente stakanovisti che si narra lavorino dodici ore al giorno in cantiere.

ICARDI 6: Vale lo stesso discorso fatto per Perisic. L’unica palla pericolosa arrivata in area piccola la mette Vecino, ma lui non si fa trovare; in compenso si crea un’occasione da solo, ma Reina è bravo a coprire il proprio palo.

Dal 43 st. EDER sv.

SPALLETTI 7.5: Sembra conoscere benissimo pregi e difetti dei suoi uomini e sistema la squadra in modo tale da neutralizzare il Napoli. Rispetto agli anni romani è diventato più flessibile: il gioco spumeggiante visto in quel periodo ora si vede solo contro le piccole, mentre contro le grandi (o presunte tali) imposta la squadra in modo difensivo, puntando sulle ripartenze e sulle doti individuali degli attaccanti. A Borja Valero capita una buona palla in area, ma il centrocampista più hipster della serie A la spreca con la sua flemma da anziano in visita alla bocciofila.