Juve-Inter, il Principe violenta la Signora

La Juve si ferma a 49 gare senza sconfitte, la cifra tonda se la vede negata dagli acerrimi nemici dell’Inter, proprio in casa, nel verginale Juventus Stadium. Ci pensano Milito e Palacio a far diventare una donna lo stadio della Signora, penetrandola senza troppi complimenti per ben tre volte nella ripresa, in una maniera molto rough, quasi scullacciandola sul sedere ad ogni spinta, lasciandola lì raggomitolata in un angolo a dondolare  chiedendosi: “ommioddio. Cosa mi hanno fatto?”.

La partenza della banda Stramaccioni è però delle peggiori, perché tralasciando la rete di bamba Vidal viziata da un fuorigioco di n volte il pene di Asamoah, i milanesi rischiano di subire immediatamente altri due gol da Marchisio pescato in mezzo all’area da due azioni da manuale del calcio “palla avanti, palla indietro e inserimento del terzo” come ci ricorda il buon Caressa.

L’Inter si riprende e va in gol con Palacio, fermato stavolta da un ottima segnalazione del guardalinee che vede la treccina dell’argentino oltre la linea dei difensori. La gara è palpitante, Cassano sfiora l’eurogol, Lichtsteiner viene sostituito dopo essere stato salvato da Tagliavento dal secondo giallo ma all’intervallo si resta come dopo 18 secondi di gara: Juve avanti di un gol.

La partita resta apertissima con occasioni sprecate da ambo le parti, il gol però è una presenza soffocante sul match, si capisce che sta per arrivare anche se non è ben chiaro da che parte. A sciogliere i dubbi è Marchisio che con una trattenuta di maglia da Scemo e più Scemo concede il rigore all’Inter che Milito non sbaglia. I bianconeri deragliano e subiscono il gioco dei nerazzurri, Strama mescola le carte, dentro Guarin per un Cassano vicino al secondo infarto, ed è proprio l’iguana colombiana a fare la differenza centrando per la prima volta la porta con un tiro da fuori, Buffon si allunga ma sulla respinta Milito è il più veloce. I torinesi non si perdono d’animo ma provano il gol da posizione impossibili, prima con Bendtner poi con Pirlo e infine con Quagliarella, ma nessuno di loro è il Signor Quindicipalle. A far male è ancora l’Inter con una ripartenza fulminante orchestrata dall’ottimo Guarin, proseguita dal kamikaze Nagatomo e finalizzata da Palacio.

La Juventus non è più imbattibile.

PAGELLE JUVENTUS

A cura di Claudio Cardinetti

BUFFON 5,5 Prende tre gol, ma non pare aver particolari colpe. Tranne quella di essere il portiere dell’unico tiro nello specchio della porta effettuato da Guarin in Serie A.

BONUCCI 5 Il meno sicuro dei tre dietro. Sugli ultimi due gol interisti non si sa bene dove stia.

BARZAGLI 6 Sempre gagliardo e attento, il Barza, partita dopo partita, si conferma come uno dei migliori centrali di difesa italiani: sbroglia diverse situazioni fastidiose con eleganza e potenza. A letto dev’essere uno di quelli che prima le schiaffeggia sul culo, poi le riempie di coccole.

CHIELLINI 5,5 Dalle sue parti gironzola Palacio, brutto cliente: inizialmente riesce a prendergli le misure, poi si piglia un giallo che da Donkey Kong lo trasforma in piccolo Toad.

LICHSTEINER 5,5 La sua partita dura solamente 37 minuti. Fortunato, visto che se da sei arbitri se ne riuscisse a tirar fuori uno decente, sarebbe durata pure meno.

’37 pt CACERES 6 Praticamente nullo in fase di spinta, si fa notare per una pregevole diagonale difensiva su azione pericolosa di Cambiasso.

’33 st QUAGLIARELLA SV Senza voto, anche se in dodici minuti riesce ad essere più pericoloso di Giovinco, Bendtner e Vucinic messi insieme.

VIDAL 6 Ha il fiato sul collo di Pogba, astro nascente della Juventus: lui si fa trovare pronto sull’assist di Asamoah che sblocca la partita. Per il resto, ci mette sostanza, ma poca qualità.

PIRLO 6,5 Gargano non creerebbe problemi manco a Thiago Messi, figuriamoci ad Andrea da Brescia: palla incollata al piede e testa alta, dona cioccolatini peggio di Santa Lucia e Babbo Natale messi assieme. Peccato che Marchisio sia intollerante al glucosio e non chiuda la partita.

MARCHISIO 5 Per inserirsi, si inserisce bene: peccato che poi non riesca a realizzare il gol che ucciderebbe la partita dopo pochissimi minuti. Un po’ come portarsi a letto quella gran gnugna di Nicole Minetti per parlarci solamente di politica.

ASAMOAH 6,5 Il più pericoloso della Juventus: nel primo tempo fa riflettere seriamente Zanetti sulla necessità della pensione. Cala leggermente nella ripresa, quando il capitano nerazzurro si ripiglia manco avesse preso il Viagra.

GIOVINCO 5 Ennesima prestazione adeguata alla sua altezza.

VUCINIC 5,5 Quarantacinque minuti senza incidere.

‘1 st BENDTNER 5 Complimenti a Marotta: è riuscito a portare nel campionato italiano un giocatore più lento di Alvarez.

All. ALESSIO 5,5 Mette in campo la Juventus in formazione tipo: ci sarebbe solamente da capire per quale motivo Giovinco sia in essa. Per il resto, furbo quando sostituisce Lichsteiner graziato da Tagliavento prima dell’intervallo, può far poco contro un Inter apparsa in eccellente forma e con un reparto offensivo che, almeno in Italia, pare avere pochi rivali.

PAGELLE INTER

a cura di Roberto Catti

HANDANOVIC 6,5 Nei primi cinque minuti subisce un gol e due tiri da distanza ravvicinata da Marchisio, il primo lo para di culo, il secondo è un peto. Lui prova a fare il duro, ma si vede che si è sporcato il pannolone quando rinviando con le mani ci ricorda l’autogol di Bruce Harper contro la HotDog. Nella ripresa controlla senza troppi patemi i tentativi da distanza siderale dei bianconeri.

RANOCCHIA 5,5 Noi di tacchettidiferro non siamo assolutamente razzisti, ma Asamoah è la sua bestia nera. Dopo lo sfondamento del ghanese che porta il gol non è più la roccia che si è dimostrata nelle ultime gare, e sbaglia anche i rilanci più facili manco fosse un Silvestre qualunque.

SAMUEL 6 Stavolta la Samuel arriva dopo diversi minuti di tentennamenti, a subirla è il piccolo Giovinco che stramazza al suolo invocando a gran voce la madre. Il difensore torna in posizione con il giallo sulla collottola e non sbaglia più nulla.

JUAN JESUS 6,5 Il migliore del terzetto difensivo nonostante uno scivolone che poteva costare caro. Oltre ad una difesa della Madonna mostra buone doti di impostazione, cosa da non sottovalutare calcolando che a centrocampo c’è Gargano.

ZANETTI 6 Nel primo tempo la sua fascia è terra di conquista per i bianconeri, tant’è che riesce a spingersi in avanti addirittura il calciatore più scoordinato della Serie A: Giorgione Chiellini. Col passare dei minuti però cresce e mette in mostra i suoi mostruosi quadricipiti.

GARGANO 5 Cosa succederebbe all’Inter se al posto di Gargano avesse un centrocampista semi-decente? Stramaccioni lo vorrebbe tanto scoprire. Noi che guardiamo la partita su una tv di 5 pollici posizionata a 15 metri di distanza lo riconosciamo sempre, non come quello più basso di Giovinco, ma come quello che perde sempre la palla da coglione.

CAMBIASSO 7 Il primo uomo a fare casini nella linea mediana della Juve dopo 49 partite è lui. Meriterebbe il pallone d’oro dato che lo fa affiancato da nano-Gargano.

NAGATOMO 6,5 La prestazione del suo primo tempo fa sorgere la più classica delle domande: “perché i giapponesi giocano a calcio?”, nella ripresa ci dà la risposta “perché hanno il sangue dei Kamikaze”. Affonda di continuo, va al tiro e serve l’assist a Palacio.

PALACIO 7 Si infrange più volte contro i bestioni della difesa bianconera, per nulla intimoriti dalla sua treccina roteante. Ma il gran culo che si fa in copertura fa lievitare la sua prestazione, impreziosita dal gol del definitivo 1-3.

MILITO 7,5 Come Palacio dà una mano al centrocampo accorciando spesso sulla mediana. Non pago firma la doppietta che fa piangere Marotta. Da segnalare che le lacrime del DS juventino dall’occhio destro finivano sulla guancia sinistra e viceversa (cit.).

35’ st MUDINGAY sv Buttato in campo per l’eventuale rissa non fa in tempo neanche a prendersi un cartellino giallo.

CASSSANO 6 Non è la sua serata, perché contro i bianconeri di grosso devono esserci i polmoni, non il culo. Nonostante questo sfiora il gol con un interno destro che sembrava una pennellata del Tintoretto e dà il via allo schema machiavellico che porta al rigore.

24′ st GUARIN 7 Quando sta per andare al tiro da cui nascerà il gol di Milito tutti i tifosi nerazzurri, ben consapevoli delle sue capacità balistiche, si sono alzati in piedi gridando “NO! NO! NO!”. Geniale poi l’apertura per Nagatomo che porta alla terza rete.

All. STRAMACCIONI 8 Mostra palle d’acciaio a presentarsi col tridente a Torino. Probabilmente con questa scelta trasmette ai suoi ragazzi il fluido vincente che mancava dai tempi di Mourinho. Da incorniciare la sua faccia paonazza quando si accorge che Asamoah era in fuorigioco di un chilometro e mezzo.

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Se mai diventerò grande farò il giornalista. Per il momento mi accontento di superare le visite della Gazzetta con tacchettidiferro.